fiume in piena.
lunedì 12 dicembre 2011
...credo che ultimamente l'unica cosa che mi tiene in piedi sia la musica. Perché sto lentamente andando in pezzi.
E se ho ripristinato il blog è solo perché se non scrivo da qualche parte ciò che mi passa nella testa, esplodo. Lo sto già facendo e non mi piace, quindi torno qui - ancora una volta con la coda tra le gambe - a cercare di mettere ordine nella mia testa. C'è così tanta confusione che mi spaventa e mi riduce ad un essere tremante e schifosamente insicuro.
Cosa c'è che non va? Non lo so, me lo continuo a chiedere e continuo a non trovare risposta. Sento la pressione di tutto, è come se mi stessero schiacciando e mi sento impotente. Completamente. Soccombo a questo dolore (? lo è davvero?) e nulla. Non riesco a sbloccarmi, non riesco a lasciar uscire fuori nulla.
Quando sono diventata così brava? Quando questa bravura ha iniziato a logorarmi internamente?
C'è qualcosa di sbagliato e lo so, me ne rendo conto. Se non ci fosse non sentirei quelle sensazioni di panico continuamente, quel - in realtà non saprei nemmeno descriverlo - è come se intorno al cuore ci fosse qualcosa che lo faccia tremare. Ma non di quella sensazione calda, no. Di paura. Tanta. E stress, e pressioni, e paure, e tutto.
Sta tutto nella mia testa, lo so. Eppure aumentano, aumentano sempre più. Prima non ci facevo caso, nemmeno me ne rendevo conto. Ora ho preso a tremare ogni volta che accade. E' come quando prendi un forte spavento e il cuore non smette di battere e tu non riesci a fermare i tremori. E' la stessa cosa.
Solo che non è questo il caso, non è come quando il gatto scappa dalla mia stanza e ti ritrovi paralizzata da una paura vera, tangibile.
Attacchi di panico. E' la descrizione comune che ne danno tutti. Tachicardia, pallore, tremori. Io li ho sempre odiati. Non li ho mai concepiti, non li ho mai potuti accettare. E ora? Mi prendete in giro? Mi ritrovo dall'altro lato della medaglia?
Sono più forte di queste cose, lo sono sempre stata. Ma ultimamente non riesco a fare nulla.
A volte sento forte il bisogno di piangere, di farlo solo per sfogarmi, per lasciar uscire qualcosa. Ma non ci riesco. Non riesco più nemmeno a fare quello. In automatico parte il mio cervello con la solita scusa "tu odi piangere, a te da fastidio piangere, non farlo". E non lo faccio per davvero, continuando ad imbottigliare tutto.
Niente valvole di sfogo? Il mio corpo decide di crearsele automaticamente.
Cosa c'è che non va? Cosa non riesci a far funzionare? Cosa sta generando questo mostro?
Fermatemi.
Io odio essere così. Lo odio profondamente. Perché non sono io, semplicemente!
In più mi rendo conto che negli anni precedenti sono passata oltre situazioni peggiori, perché solo ora le sto prendendo così male? Cos'è cambiato?
Ultimamente mi angoscia anche scrivere. Non riesco più a scrivere. Vorrei... ma non ci riesco. Non perché mi faccio problemi sul modo, ma perché non riesco più a scrivere una frase di senso compiuto in italiano. Non riesco più a coniugare i verbi, a creare legami soggetto-verbo-oggetto. A evitare le ripetizioni, a cercare sinonimi. Le parole mi sfuggono. Mi sembra di essermi trasformata in un'idiota che non riesce nemmeno più a parlare la sua lingua madre (oltre tutte le altre che studia). E la vedo praticamente questa difficoltà, la sento. E mi terrorizza anche questo. Perché non posso perdere una delle poche certezze che avevo, che ho e che forse non ho più.
Rimanendo in tema di "lingue"... devo davvero parlare delle difficoltà? Posso sapere schifosamente bene la grammatica di tutto, poi? Praticamente sono così terrorizzata dall'idea di poter sbagliare che, cosa faccio? Non faccio nulla direttamente! Ammutolisco. Impallidisco. Mi paralizzo. Cazzo, Amalia sbloccati. Ne hai 23 di anni, non due. Non puoi ancora preoccuparti di cosa pensano gli altri di te e agli errori che fai. Non puoi sempre cercare di essere perfetta. Perché perfetta non lo sono mai stata. Eppure tutti cercano questa caratteristica in me e io non riesco a tenergli testa. Non ci riesco. Non ci riesco. Vi siete fatti un'idea sbagliata di me.
Così aumentano le pressioni. I miei che credono troppo in me e mi spingono a finire, finire, perché devi finire in fretta. Ma se non prendi bei voti vedi solo le loro facce storte. E non è mai abbastanza, è sempre troppo poco. Non c'è mai un "ben fatto". No. Solo e sempre un "non potevi prendere di più?".
Poi c'è il prof che crede così tanto in me e io non riesco, non riesco a stare dietro alle sue aspettative. Ai suoi sguardi interrogativi quando si rivolge a me per un qualche vocabolo che dovrei sapere (perché dovresti conoscerlo, Amalia. Non lo ricordi?).
E la borsa di studio, quell'unica stra-maledettissima borsa di studio. Perché sono sempre così idiota da preoccuparmi per gli altri quando gli altri non fanno lo stesso per me. E dovrebbe essere il mio futuro e non riesco nemmeno a lottare per questo. Perché fanculo! L'aveva proposta a me, e io ho avuto la brillante (stupidaidiotainutile) idea di dire "per rispetto alle altre, penso bisogna dirlo anche loro. Altrimenti passo per quella privilegiata". Però il culo me lo sto a fare io, fanculo. E ora ci sono anche loro che ci stanno pensando e io non voglio, non voglio perché è forte il desiderio di fuggire e tornare lì. Sì. Deluderò tante persone...
E lui già pensa alla tesi della mia specialistica quando io ancora non so cosa porterò per la mia triennale. Non so nemmeno quando riuscirò a laurearmi!
Poi c'è da pensare ai soldi. Ai soldi che non ci sono e al lavoro che non c'è. E al fatto che sto andando a elemosinare soldi in giro per il mondo pur di poterli mettere da parte e non dovermi sentire in colpa, eventualmente, usando di nuovo i suoi. Dare ripetizioni, fare volantinaggio quando capita. Cercare sempre altrove e non trovare nulla. Studiare, doverlo fare. Stare dietro a tutti.
Papà che parte e non si sa quando riuscirà a tornare, il cane, mio fratello che non fa altro se non infierire, nonna che continua a stare peggio, io. Ioioio e i miei stupidi esami che non riesco nemmeno a preparare e fallisco miseramente perché mi sento male. Cazzo dai. Per favore. Che vergogna.
Gli amici, i non amici. Mantenere i rapporti, cercarne altri e non trovarne, sentire il bisogno di contatto e non riuscire a cercarlo perché troppo spaventata dal chiedere. Paurapaurapaura.
Gira tutto troppo velocemente, io penso troppo. E mi ferisco automaticamente.
...e il compleanno? Si avvicina e ancora una volta per cercare di mettere tutti d'accordo, sto male io. Non voglio fare nulla. Non voglio vedere nessuno. Non voglio crescere.
Ventitré e sei ancora qui.
Ancora qui a rifare gli stessi errori.
Ho ripreso anche peso e questa è un'altra cosa che mi fa stare di merda perché non riesco più a controllarmi, non riesco a fermarmi. E sto una schifezza perché mi fa male. Mi fa male la farina, mi fa mangiare cose alle quali sono intollerante perché poi mi alzo sempre da tavola e dopo nemmeno due istanti la testa esplode.
Ma chiedere aiuto in questa casa è come chiedere ai soldi di crescere sugli alberi. Se nemmeno loro riescono a controllarsi, come possono dare una mano a te? Ed è l'unica cosa, l'unica nella quale avrei bisogno di una mano. Chiedo troppo. Soprattutto quando è lei la prima a mettermi davanti cose che non posso mangiare.
Mi sta sfuggendo tutto dalle mani. E sto peggiorando, questa cosa sta peggiorando.

Mi guardo allo specchio e mi viene il voltastomaco. Cosa sei?

E tutto ciò che ho scritto, questo fiume in piena non è nemmeno la minima schifosissima parte di ciò che mi scorre nel cervello giornalmente.
Tirate tutto fuori. 
Perché io non lo sopporto più.


Ho riletto il tutto. Cazzo l'italiano.


Etichette: , ,

aethereally ۰ 00:22
1 commenti
play ~ home ~ rewind

myself
loves
dislike
music
wish
archive
friends
tags
credits