Fly to Seoul
venerdì 15 luglio 2011




No, non riesco seriamente a crederci, non riesco ancora a realizzare che ormai manca davvero poco e che sta per succedere. Che lo faremo davvero. Mesi e mesi di attesa e ora è tutto così tangibile e allo stesso tempo così lontano da far paura, da lasciarti senza fiato e tremante... 
Non ho paura del viaggio in sé, piuttosto ho paura di poter amare troppo ciò che troverò dall'altra parte. Di poter cadere in quel vortice di non ritorno dal quale sarà difficile prendere le distanze, cercare di ricomporsi quando tutto sarà finito. 
Riotto ha ragione "non pensare al dopo, pensa a goderti il momento. Ciò non ti eviterà di soffrire poi, ma intanto vivi". Ma la consapevolezza fatica ad arrivare, c'è solo un velo di agitazione che si tramuterà in panico un paio di ore prima dell'effettiva partenza. 
E le sue parole che continuano a rimbombarmi nella testa, le sue descrizioni, l'amore che trasuda per quella patria che sente così vicina. Se il solo leggere tutto ciò mi fa venire la pelle d'oca, cosa comporterà il vivere determinate esperienze su me stessa? Sentire finalmente i profumi d'oriente, avvicinarsi ad una delle culture che tanto ami, circondarti di suoni così sconosciuti eppure in qualche modo familiari. Assaporare la libertà per più di una manciata di giorni. Vivere in un modo diverso, in un mondo diverso... 

Spaventa eppure non riesci a fare a meno di attendere quel momento. Il momento in cui finalmente capirai di esserci, di star toccando un suolo diverso e di star respirando un' aria sconosciuta. 
 



....e lui è lì che ci aspetta con le sue ali spiegate.

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aethereally ۰ 01:25
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