Being a bitch.
venerdì 15 luglio 2011


Quanto sto scrivendo in questi giorni? Tanto. So di averlo fatto ieri ma devo scrivere, ho bisogno di scrivere. Sputare fuori un po' di merda serve di tanto in tanto! :D
Sono davvero pessima, me ne rendo conto... reagisco davvero male per tutto quando invece dovrei solo ringraziare perché... ehi! Lì ci stai andando grazie a loro. Vero che ti sei pagata una parte del viaggio, ma il resto ce l'hanno messa loro, mostra almeno un po' di gratitudine, no?
Invece rispondo male e davvero, non vorrei farlo, non vorrei essere così stronza e così acida ma lo stress che si accumula caccia fuori solo il peggio da me.
Però di tanto in tanto ferisce non sentirsi presi in considerazione, rendersi conto che ciò che si dice per loro sono solo parole prive di suono. A volte mi domando se quando apro bocca per parlare, loro immaginino un pesce che boccheggia senza emettere rumore. Non so. E' stupido è vero, però la consapevolezza che dopo tutte le volte che hai ripetuto una cosa è come se non l'avessi mai detta, ferisce. Allora inizi a chiederti il bisogno che hanno di sentirmi quando sarò altrove qual'è? Non mi ascoltate quando vi sono vicina, perché farlo quando sarò a miglia di distanza? Dov'è il senso logico? Perché io non riesco a trovarlo.
Però dovrei ringraziare e fare la brava ragazza. Quella che china sempre il capo e dice sì, che si fa passare le sue stronzate da ventiduenne. Ehi! Piccola idiota, ci sono problemi peggiori.
Sono infantile, ok. Però loro non provano minimamente a capire quanto sia difficile avere a che fare con lei ogni giorno, due volte al giorno, sempre. Fare la sguattera per poi trovare merda ovunque il mattino dopo. Spazzare, lavare, spazzare, lavare, cucinare, portare giù il cane e poi puff. Tutto sparito. Ma è anziana, devi capirlo, losolosolosocazzo! Lo so. Ma è difficile!
Mio padre va in paranoia dopo esserci stato solo mezza volta e sclera, perché io non posso farlo quando ci passo molto più tempo? Lottare per farla mangiare, per non farle dare il cibo al cane, cercare di cucinare cose diverse per non farle trovare sempre la stessa cosa. Cose che io nemmeno posso toccare, ma non pensarci e farle lo stesso perché sono per lei, lei non è a dieta, io sì. Ma lei è anziana e allora dovresti capire anche il suo ripetersi continuo, i suoi capricci, i suoi dolori inventati e quelli reali, e il cane che abbaia e le notizie sconnesse collegate a ricordi passati, i pianti. Tutto.
No, sono egoista e non sempre ce la faccio. A volte cado anche io. Allora rispondo male, faccio la stronza. Che merda che sono.

Altre volte cadono anche le mie convinzioni e i miei "ce la puoi fare, non arrenderti". Non mi sto arrendendo ma è difficile. In realtà è difficile da capire quando non ci sei dentro fino al collo. E' facile per tutti rispondere "dovrebbe cercare di apprezzare quello che è, amare ciò che vede nello specchio ogni mattina" è facile per tutti ma chissà perché tutti quelli che lo dicono sono sempre così magri. A me non sta bene, a me non piace, io non lo accetto. E no, non sono né anoressica né bulimica se ve lo stesse chiedendo. Ho ancora un cervello per non arrivare a distruggermi in quel modo (effettivamente non ne avevo poi tanto quando ho deciso volontariamente o meno, di arrivare a questi livelli ma vabbeh).
Ma a me non piace ciò che vedo riflesso ovunque, non mi piace il danno che ho fatto per ventidue anni, dove sono arrivata e tutto. E voglio davvero sia l'ultima volta che affronterò questo discorso perché voglio davvero mettere un punto finale a questo capitolo della mia vita, ma è difficile. Difficile e ti fotte via i tre quarti delle energie. Perché devi mantenere una linea di condotta, ricordarti per cosa e per chi lo stai facendo. Ricordarti che è un bene perché te l'hanno detto tutti, anche il medico. Che se non lo fai rovinerai solo te stessa a lungo andare. E che la rabbia non diminuirà mai quando entrerai nei vari negozi, vedrai qualcosa che ti piacerà e non potrai comprarla perché non esiste della tua taglia o perché non ti sta, non ti va. Vorresti smetterla di sentire per una volta tutti i commenti acidi.
Ma il mio corpo pare prendermi in giro e pare essere lui stesso il primo a rifiutarsi di perdere merda. Perché poi ecco, arriva il momento in cui si blocca e la bilancia non segna più peso in meno e resti ferma, ferma, ferma e di cambiamenti non ne vedi poi tanti perché sai di non essere arrivata nemmeno a metà del tuo percorso. A quel punto un po' di convinzioni vacillano. Ma questa volta tieni duro perché ehi... ho deciso di prendermi un po' cura di me, di smetterla di abbandonarmi al tempo e al caso. Te l'hanno ripetuto fino alla nausea: camminare non basta. Quindi inizierò qualcos'altro. Soldi in meno, viaggi in meno, sfizi in meno. Ma sarà una volta e per tutte. Ed è questo che mi tiene ancora a galla, il sapere che anche se al momento sono ferma, va bene. Va bene perché dopo ci abbinerai anche del vero e proprio movimento e qualcosa si sbloccherà. Nessuno ha mai detto che sarebbe stato semplice. Porta pazienza, porta pazienza e non allonanarti dalla tua linea di condotta.

Mi sono resa conto di non aver mai parlato così liberamente dei miei problemi. Non qui. Penso di essere arrivata ad un punto in cui in realtà non mi frega più del giudizio altrui. Io sono così, difettata o meno. E i giudizi esterni non mi feriscono più di tanto perché fanno sempre più male quelli che ti affibbi da sola.
Fa bene perché è un peso che va via.

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aethereally ۰ 17:30
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