fragments
venerdì 8 gennaio 2010
Mi sono svegliata nel cuore della notte e piangevo.

Non so perché, non so per cosa. Prima c' era solo buio e poi lacrime.
Ho aperto gli occhi di scatto e -tra l' offuscamento- ho intravisto il musetto di Nova che dormiva accoccolato accanto a me. L' ho fissato e in quel momento è arrivata la consapevolezza.
Unita con un nodo ben stretto a quell' immagine: un bar, una tazza di cioccolata calda, colori tiepidi, l' essere avvolto da una cerchia di amici, sorridere e voltarsi l' istante dopo sentendosi tremendamente solo.
Una nuova storia.
C' è un' altra persona dietro il bancone di quel piccolo bar, una persona che ha visto migliaia di volti senza ricordarne nemmeno uno, ma il suo lo colpisce frastornandolo.
Vive la sua stessa solitudine, vive il suo stesso dolore, lo sente così vicino da sembrargli un riflesso di sé stesso... non so come, non so ancora perché, un giorno si avvicina alla figura sempre seduta, gli tende la mano sussurrandogli un "prendila, ora sono qui per te" e con un sorriso caldo, l' altro gli risponde con un "ti stavo aspettando" per poi svanire. E colui che era dietro al bancone si ritrova al posto del primo ragazzo...

Mi chiedo perché, però, non riesco a rendere questo pensiero un discorso.

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aethereally ۰ 14:38
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