...nobody...
Non riesco a toglierla. E' lì che continua ad andare a palla e non riesco a fermarla e cambiarla. E se lo faccio, ricado sull' altra e torno sempre indietro. Stesso circolo vizioso.
Ho ancora in mente quell' immagine e più provo a metterla giù, più non ci riesco.
«Così lui resta lì.
Avvolto nelle sfumature calde del legno e delle luci soffuse, travolto da quel nero opalescente che l' avvolge piano...»
Ogni nota, ogni battito di ciglia, ogni momento in cui chiudo gli occhi con
quella canzone, ricompare.
«Lontano e vicino allo stesso tempo.
Un microfono e delle grandi cuffie nere come uniche presenze.
Indossa abiti scuri, come sempre.
E la sua voce corre lenta e calda, travolgendoti con le sue emozioni, con i suoi pensieri, con i suoi ricordi, con lui.»
E le sento davvero. Un colpo, due colpi, tre colpi.
Tremore. Brividi, brividi, brividi...
«Una mano lasciata libera di danzare sui giochi di note e parole che lui stesso creava dal nulla.
L' altra che saliva piano fino al petto, fermando la sua corsa su qualcosa che pulsava troppo anche per lui.
Stringere, stringere fino a farsi male.
Stringere il cuore così forte da sperare che cessi di battere subito.
Sperando che la smetta di vibrare tanto velocemente da ripercuotere ogni tremore lungo tutto il corpo...»
Fermati. Solo per un po'...
...
solo il tempo necessario a farmi riprendere fiato.
E a smettere di vibrare come una corda tesa.
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