Chiedetemi quale festività preferisco?
Si, dai, chiedetemelo.
Perchè vi risponderei che odio ognuna di loro.
Tutte...i n d i s t i n t a m e n t e.
Il motivo?
E' semplice: le feste si passano in famiglia, a stretto contatto con i tuoi parenti e io? Io odio tutto ciò.
Perchè meno tempo passo in questa "casa", più sto meglio.
Più tempo ne passo, invece, più litigo con loro, con lei.
C' è un male peggiore del dolore fisico.
Ed è quello inferto dalle parole: tante piccole lame affilate che penetrano le membra senza chiedere il permesso.
Non saprei scegliere, davvero, se preferisco mio fratello che mi alza le mani addosso, o lei che critica sempre. Forse....forse più la prima. Perchè ad un certo punto i lividi scompaiono e le ferite superficiali si rimarginano, giusto?
Loro no.
Sentirò mai uscire dalle vostre labbra un "siamo fieri di te"?
No, vero?
Non va mai bene nulla, niente di ciò che faccio vi aggrada e quelle parole si ripetono costantemente come una finta nenia, invertendone solo i termini a piacimento: "non sei buona a nulla, sei sempre davanti al pc" (o se preferite "alla televisione" o "non ti stacchi mai da quel libro"). Senza contare che su quel fottuto tavolo c'è un quaderno con pagine e pagine di esercizi che stavo svolgendo. Ovvio che no.
Io sono solo buona a chiedere soldi (perchè no, non ho rinunciato all'accademia, per loro. Non ho rinunciato ad innumerevoli viaggi, compreso quello estivo, per non gravare sulle loro spalle).
O vado bene solo quando avete bisogno di vantarvi con gli altri di avere una figlia che studia lingue; che si, fa tedesco e giapponese e che ha una grande passione per quella terra orientale da essere andata ad un concerto di un gruppo jrock (ma no! non ricordiamo le storie e gli innumerevoli pregiudizi, i tanti "sono delle femmine" ecc....), o quando lei và dalle sue stupide colleghe falsamente contenta, dicendo a tutti che quella stessa stupida figlia nullafacente ha preso un fottuto trenta ad un fottutissimo esame.
Vado bene solo per questo? Giusto?
Sono così stanca di stringere i denti e continuare a lottare.
Solo una patetica cretina come me aspetta la notte per rifugiarsi in innumerevoli quanto finti sogni in cui andrò via. In ipotetici mondi paralleli nei quali studio lontano da qui, in una casa da condividere con delle persone normali. O ancora più lontano, in quei paesi così diversi e distanti.
Inutili sogni che scompaiono in opache nuvole di fumo dai contorni sbiaditi, afferrati all' ultimo secondo e respinti in quel cassetto forse troppo colmo ormai. Futile comodino ricco di speranze vane e desideri irrealizzabili. Straripante di fantasie lunghe una vita, di una piccola ed infantile diciannovenne che vive di illusioni e non di ricordi.
Perchè i ricordi fanno male.
Devo anche augurarvi falsamente Buona Pasqua?
Ho smesso di credere in tutto ciò da tanto tempo...
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