Penso sia giusto spiegare. Forse.
Non escludo la possibilità che al termine di questo post io sia in lacrime in preda ad un' altra crisi. Ma forse, solo perchè ci sono i miei qui, mi tratterrò.
Perchè forse potrà sembrare la cosa più stupida di questo mondo. Ma fidatevi, non lo è. Perchè forse sono io che sono estremamente sensibile, ma ci sto male e penso che continuerò a starci male.
Non so se riuscirò a scrivere tutto quello che è successo giovedì.
Volevo mettere una foto, ma ImageShack non funge e su Altervista ho tutto pieno, quindi accontentatevi di spare che il lei della volta scorsa era riferito alla mia gatta, a quella palla di pelo che ho descritto la volta scorsa, a Kira.
E no, non sto male perchè me l'hanno portata via, sto male perchè non c'è più e non ci sarà mai più.
Io ero solo stanca giovedì. Avevo passato nuovamente la notte sui libri per quel fottutissimo compito di geografia astronomica...avevo sonno ed ero tornata a casa tardi, ero andata a fare la spesa, avevo messo a cucinare, volevo solo fermarmi un po'.
Lei voleva solo mangiare. E Rudy faceva lo stronzo, quel giorno particolarmente, voleva a tuti i costi entrate in quella stanza. Il giorno prima mi ha visto camminare per casa con lei e non ha detto nulla, giovedì, invece, voleva entrare là. A tutti i costi.
Mi ero alzata, sono entrata in quella stanza chiudendo la porta di mezzo, quella dell'ingresso, ho preso il suo biberon e sono tornata in cucina...glielo stavo lavando, dovevo prepararle il latte e portarle le sue crocchette, quelle nuove, appena comprate che le piacevano tanto e mio padre è entrato nella stanza senza chiudere l'altra porta e....rudy si è fiondato all'interno, gli ha strappato la porta di mano.
Ho sentito urlare e sono corsa. Insieme a mio fratello.
Kira era lì. In bocca al lui, a pancia in su...a lei non piace stare a pancia in su...si agitava....e papà cercava di far aprire la bocca al cane e anche mio fratello e io guardavo la scena con occhi sgranati, l'ho vista cadere per terra che si agitava, l'ho raccolta e sono fuggita via.
Non c'era sangue. Non c'era. Ma si contorceva...e ha smesso di muoversi in mano mia. Tra le mie braccia. Papà me l'ha tolta di mano e io mi sono sentita morire.
Perchè era così piccola. E speravo che fosse tutto un brutto sogno e odiavo rudy perchè si. Poteva mangiarmi per la quarta volta, ma non doveva toccare lei. Non lei. Non la mia piccola kira.
Perchè si è fatta così fredda. E così dura. E non si muoveva più. Aveva gli occhi aperti, perchè non si muoveva? Perchè?
Era così piccola. E non è giusto. Il mondo fa schifo. Odio il mio cane.
Perchè lui ora è qui. E lei no. Lei, l'unica che in un mese mi aveva dimostrato cento volte più affetto di quella bestia che tengo in casa da cinque anni e che conosco da sette.
Lei che era così piccola e solo il giorno prima dormiva sulla mia schiena mentre studiavo.
Lei che giocava solo con me, che mi seguiva per tutta casa con quel campanellino e quel fiocchetto rosso.
Perchè l'ho tolta da strada che aveva una settimana...e ora avrebbe avuto un mese e quindici giorni. L'ho curata e non c'è più.
Quando solo tra sei giorni sarebbe andata via perchè se la sarebbero presa.
No. Lei è morta.
Sono stata male tutto il giorno. Ho pianto, ho urlato ma lei era lì. Fredda e immobile in quella scatola.
L'abbiamo seppellita in campagna...e quell'aborto di scritta nell'altro post non è un qualcosa trovato da qualche parte, è una cosa scritta da me, perchè sembrava tutto fatto apposta: l'albero, il gufo...i rintocchi delle campane e quella scatola così piccola coperta da quella terra fredda. Si sentirà sola là dentro, ora.
Si sto piangendo di nuovo.
E non riesco a non farlo se quelle immagini si ripetono costantemente nella mia mente.
Non posso farci nulla se piango ogni volta che sono sola e la rivedo ovunque o quando sono nel letto.
Non posso farci nulla perchè so che non tornerà più.
Non posso farci nulla se il sol vedere quella bestia mi fa saltare i nervi e se sono quattro giorni che non lo accarezzo. Perchè non se lo merita. E ieri ho detto una cosa bruttissima che evito di riportare.
Basta. Non ce la faccio più.
"Perchè fa così male che ci anneghi dentro."
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